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Chiesa di S. Martino
 Foto tratta da "La Chiesa di S. Martino" di AA.VV. edito dalla Parrocchia |
Sorge su una piccola altura, un tempo quasi completamente terrazzata e coltivata, oggi incolta verso Sud ed edificata verso Nord, situata a meridione del nucleo abitato. Vi si accede mediante una piccola strada in rizzada,che si stacca dalla comunale
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Viggiù - Baraggia ed il cui ingresso è segnato da un arco settecentesco. Lungo la strada di accesso alla chiesa sorgono le cappelle della via Crucis, con bassorilievi bronzei opera novecentesca dello scultore viggiutese Giacomo Buzzi Reschini. |
L'area in cui sorge la chiesa, secondo la tradizione e le testimonianze archeologiche, ha sempre costituito un luogo di particolare rilievo anche al tempo dei Romani, testimoniato dalla scoperta di monete romane e dai resti di un sarcofago tardo-romano rinvenuto nei dintorni e visibile all'esterno della chiesa. L'edificio, in origine prima chiesa parrocchiale viggiutese, nel seicento divenne cappella privata della famiglia dei Longhi, architetti che svolgeranno un ruolo di primo piano |
 Foto tratta da "La Chiesa di S. Martino" di AA.VV. edito dalla Parrocchia |
nell'architettura della Roma seicentesca, che la adibirono a mausoleo di famiglia e la arricchirono di arredi sacri e preziosi beni artistici.
 Foto tratta dal volume citato |
La chiesa, con elegante portale cinquecentesco con al centro lo stemma dei Longhi, ha pianta ad aula molto profonda e riflette al suo interno la semplicità che ne caratterizza la parte esterna; le pareti senza alcuna decorazione, illuminate a mezzogiorno da due semplici finestre
ogivali, conducono lo sguardo dell'osservatore verso la pala dell'altare che rappresenta la Crocifissione. |
Tratto da www.viggiu_in_rete.org
Testo di F. Rizzi
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