Chiesetta di S. Elia


La Chiesa di S. Elia
in un disegno a china di Enrico Molina (1979)
Sulla sommità del colle S. Elia, a 665 metri di altitudine, sorge la chiesa dedicata all'omonimo profeta.
Eremo cluniacense dipendente dal priorato di Vertemate, come risulta da un decreto di Papa Urbano II risalente al 1095, nel XIII sec. era l'unica chiesa della diocesi ambrosiana dedicata al Santo Profeta. Non resta nessuna testimonianza dell'antico cenobio in quanto l'edificio odierno è frutto di una serie di trasformazioni operate nel corso del XVI e XVII secolo.

Dopo l'invasione dei lupi cervieri (linci) del 1504 la chiesa divenne meta di pellegrinaggi da molti paesi del circondario cosicché nel 1687 si rese necessario costruire una nuova strada per facilitare la salita dei pellegrini che aumentavano considerevolmente di anno in anno.Un ampio ed arioso portico aperto verso valle da tre archi a tutto sesto, immette all'interno dell'edificio che si presenta in maniera abbastanza inconsueta rispetto alle altre chiese viggiutesi in quanto è totalmente affrescato sulle pareti ed anche sul soffitto.

Il portico della chiesa di S. Elia
in un disegno a china di Enrico Molina (1966)


La pianta della chiesa è ad aula con una cappella per ogni lato oltre a quella dell'altar maggiore.
La cappella maggiore con l'altare settecentesco dall'elegante cornice in pietra che racchiude l'affresco raffigurante il profeta Elia che viene portato in cielo dal biblico carro di fuoco, anche le pareti laterali dell'abside e il soffitto sono affrescate con le storie del profeta.
La cappella sul fianco sinistro, dedicata a S. Giuseppe, e quella sul lato destro, dedicata all'Immacolata, risalgono entrambe al XVII secolo.
La cappella di sinistra ospita una tela del pittore C. Cane raffigurante S. Giuseppe, quella di destra è occupata dal simulacro ligneo dell'Immacolata che schiaccia il peccato nella forma di serpente.
Altare Maggiore della chiesetta di S. Elia
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foto (C) Savino Daolio
La navata è decorata lungo le pareti con le storie del profeta Elia e sul soffitto con la Trasfigurazione realizzate dal noto pittore svizzero Francesco Giorgioli all'inizio del Settecento.
Nel 1965 un fulmine abbatté il campanile che venne riedificato all'inizio degli anni '70.


Tratto da www.viggiu_in_rete.org  
Testo di F. Rizzi